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GayCampItalia2009: cos'è

GaycampItalia è una iniziativa in divenire, nata dalla necessità di alcuni omosessuali italiani presenti sul web di discutere assieme del futuro della comunità omosessuale italiana. La discussione avviene su FriendFeed: http://friendfeed.com/gaycampitalia2009

 

Data e Luogo

Data e luogo del camp sono ancora da decidere: fai qui le tue proposte.

Luogo

  1. Milano: una buona percentuale della comunità omosessuale attiva sulla Rete è o ha sede a Milano: la cosa renderebbe più semplice l'organizzazione dell'evento
  2. Roma: essendo città "centrale" (territorialmente parlando) è più facilmente raggiungibile da tutti i luoghi d'Italia. Inoltre, essendo la capitale, ha una maggiore rilevanza politica.

Data

 

Partecipanti

Vuoi dare una mano? Inserisci qui sotto il tuo nome/nickname e possibilmente un recapito (come l'indirizzo di un blog, o una mail... fate vobis) 

  1. Livia Iacolare
  2. Gatto Nero
  3. Suzupearl
  4. Marco *marmaz* Mazzei
  5. Me or not?
  6. pSiko
  7. Maurizio Cecconi
  8. Bruno Pompa
  9. Chiara "Candy" Silvestri
  10. Ilaria Katerinov
  11. Matteo Parrini aka Remuz
  12. Aligar
  13. DivinDaiana
  14. Barbara BlackCat
  15. Intempestiva
  16. Robbè
  17. Uiallalla
  18. maurizio/videogioco

 

Idee

Marmaz: Facciamo come in tutti i camp? Presentazioni libere sul tema?

 

  • un po' di storia del movimento, giusto per capire come mai siamo arrivati a questo punto (un paio di nomi da invitare li trovo, per esempio Rossi Barilli?)
  • marketing per la promozione dei diritti
  • una campagna video dal basso
  • aprire gruppi omo interni alle aziende, come nei grandi gruppi internazionali
  • fare coming out giocando a calcio: i KingKickers + Paolo Colombo di La7

 

Gatto: Sono a favore delle presentazioni libere sul tema, con un aspetto più da Barcamp classico. Ma li affiancherei a un paio di conferenze/tavole rotonde su un tema specifico, anche se eviterei comunque cose troppo istituzionali (inviterei degli esponenti e li farei dialogare con tutti)

  • potrebbe essere interessante anche discutere la presenza di gruppi omosessuali giovanili interni a scuole e università: esistono realtà del genere? 

Barbara (suzup): esisteva il JOY come gruppo universitario della Statale, ma non so se c'è ancora, parlo di alcuni anni fa. 

Lore!: a Milano c'è il KOB in Bicocca ed esiste anche un gruppo (GayPolimi) del politecnico, ma non è molto attivo.

maurizio/videogioco: potrei cercare campagne in giro per il mondo per la difesa/sensibilizzazione versi i diritti dei gay e magari si potrebbe discutere di quali siano i codici più efficaci da usare nel nostro paese

 

 

 

 

Comments (2)

Gian Mario said

at 3:48 pm on Sep 1, 2009

Sarebbe bello riuscire a fare un camp anche con genitori, fratelli e sorelle, nipoti a seguito. Avete mai pensato quanto soffrono in questo periodo i genitori dei gay e delle lesbiche? E così in silenzio... che pena. Che dispiacere.

Mushin said

at 4:11 pm on Jan 7, 2010

Faccio capolino con i miei 2 cents sulle presentazioni: che senso avrebbe farle libere (cioé su qualsiasi tema)? Se il camp è focalizzato (come mi pare di capire dallo slogan) questo tema dovrebbe guidare anche gli argomenti di cui si parla. I barcamp totalmente aperti fanno cagare e sono spesso inutili (a parte per l'occasione di incontrarsi). L'aspetto dei temi trattati è centrale in un barcamp e non dovrebbe diventare accessorio, una mera occasione d'incontro. Altrimenti ci facciamo una pizza e va meglio.

Dall'altro lato sarebbe interessante non restringere il focus troppo altrimenti è chiaro che il camp sarebbe fighissimo e perfetto ma sostanzialmente chiuso alla sola enclave gay. Personalmente da eterosessuale troverei poco attraente un'intero camp legato soltanto a tematiche gay, tanto quanto troverei nauseante un barcamp dedicato al solo calcio. Ma un barcamp che parla invece di sport?

Ecco quindi la mia proposta: perché non focalizzare i temi trattati sulla linea guida della convivenza fra minoranze e diversità? Trovo che la formula vincente (come ha dimostrato la fiaccolata) sia quella di coinvolgere in una comune esigenza (rispetto della diversità e garanzia per la minoranza) esperienze e comunità specifiche. Quindi estendere la questione oltre le differenze di orientamento sessuale, andando su temi sociali e politici e consentendo quindi l'espressione del problema su più fronti e permettendo a chi non è parte di questa comunità di conoscerla ma contemporaneamente di dare un suo contributo sotto forma di contenuti per un mondo (un paese e una società) che sia meno radicalizzata e più in grado di vivere le minoranze e le differenze come ricchezza anziché come devianza.

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